User Menu

December 2018
S M T W T F S
25 26 27 28 29 30 1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31 1 2 3 4 5

La Melone tra le nuvole

Creato: 13 Gennaio 2014 Pubblicato: 13 Gennaio 2014

A lezione di "che tempo farà"

Il 19 dicembre noi ragazzi della “Corrado Melone”, entrati nella nostra sala teatro, siamo stati accolti da un simpatico signore,

il professor Guido Andriani dell’Istituto Nautico di Civitavecchia, che ci ha guidato in un viaggio fra le nuvole. Il viaggio è partito dalla superficie delle nostra pelle, infatti la polvere, che ci circonda dovunque e che le nostre mamme cercano di cacciare via, si riforma per la maggior parte a causa delle cellule della nostra pelle che si ricambia piano piano e che ogni giorno perdiamo e si disperde nell’aria, in quella zona dell’atmosfera chiamata troposfera (dove l’aria si rimescola in continuazione e dove la temperatura diminuisce di quasi un grado ogni cento metri in altezza). In questa zona, il vapore acqueo può condensarsi attorno alla polvere e mano a mano formare le nubi e cadere in pioggia (il pulviscolo atmosferico si concentra nei primi 2000 metri della troposfera). Ed ecco la prima sorpresa: l’acqua delle piogge non è affatto “pulita”! Quando si arriva ad altezze tali da giungere sotto zero (quasi sempre sopra i 2000 metri), le nuvole non sono più fatte di gocce di acqua, ma sono composte da cristallini di ghiaccio, perciò sono bianchissime (le nubi più basse assorbono molto la luce del sole ed appaiono più scure). Andando più in alto, oltre i 15 chilometri in altezza, si arriva nella stratosfera dove la temperatura torna a salire e non ci sono nuvole perché il vapore acqueo non ci può arrivare: in questa zona viaggiano gli aerei, che così evitano nubi e turbolenze. Il professor Andriani ci ha quindi descritto i tipi di nubi ed i loro nomi mostrandoci bellissime immagini di nuvole di tutti i tipi (ce ne sono circa un centinaio di tipi diversi). A questo proposito il professore ci ha fatto notare che la parola “nembo” deriva direttamente dal latino “nimbus”, cioè nuvola che produce pioggia. Dopo la descrizione delle nuvole, Andriani ci ha parlato di quando queste si formano e quali fenomeni producono. Ci ha così spiegato che quando l’aria calda giunge in una zona con aria più fredda e la spinge scorrendoci sopra (fronte caldo), si formano nuvole orizzontali per la maggior parte alte nel cielo e visibili da molto lontano (dalla Sicilia accade di vedere le nubi di un fronte caldo che si trova in Liguria) e portano pioggerelline fitte che durano molto tempo o neve se l’aria sotto le nuvole è molto fredda. Quando invece è l’aria fredda a raggiungere l’aria calda e vi si incunea al di sotto (fronte freddo), si formano nubi che si sviluppano verticalmente con forme simili a quelle del fungo atomico e che producono temporali spesso violenti. Ma situazioni ancora più drammatiche si hanno quando si incontrano tre zone di aria (fronte occluso), in quel caso i temporali sono violentissimi e possono generarsi forti temporali con fulmini ramificati. Certamente anche la forma del terreno migliora o peggiora la situazione. Infatti le grandi pianure americane fanno sì che i movimenti delle masse d’aria siano indisturbati e mano a mano si carichino di umidità fino a scaricare immani piogge (fronti freddi) o terribili temporali (fronti occlusi) e conseguenti inondazioni. In Italia la situazione è molto migliore perché le Alpi e gli Appennini, per non parlare delle altre catene montuose europee ed africane, frenano le masse d’aria provenienti dall’oceano Atlantico e fanno sì che non vi si accumuli umidità ed i rovesci, sebbene possano anche essere forti, non raggiungano mai la violenza di altri luoghi nel mondo. Parlando di montagne, Andriani ha anche sfatato il mito dei “fulmini a ciel sereno”, infatti i fulmini senza le nuvole non possono esserci, ma questi fulmini prendono questo nome perché escono da nuvole generate in brevissimo tempo in un cielo che pochi minuti prima sembrava sereno. Ad esempio a Civitavecchia negli anni passati sono morti dei ragazzi sulle spiagge o sui campi di calcio colpiti da fulmini provenienti da nuvole formatisi in brevissimo tempo a causa dell’accumularsi di umidità portata dal libeccio che viene frenato e fatto impennare  dai monti della Tolfa. L’innalzamento veloce dell’aria calda ed umida produce la formazione di nuvole temporalesche e di fulmini in un cielo che prima era perfettamente sereno. Dopo queste morti, gli studenti dell’istituto nautico di Civitavecchia hanno cominciato ad effettuare le previsioni meteorologiche e ad inviare sms e mail ai centri sportivi ed agli stabilimenti balneari per avvisarli di quando il fenomeno sta per verificarsi, ed infatti ormai da tempo incidenti del genere non ci sono più stati. Il professor Andriani ci ha spiegato poi che molti luoghi comuni della meteorologia, prodotti dall’ignoranza, sono da sfatare, ma ora anche le televisioni aggiungono inesattezze ed errori banali ai vecchi luoghi comuni. Infatti, allo scopo di interessare il pubblico ed avere maggiori introiti pubblicitari, le previsioni meteo diventano sempre più esagerate per carpire l’attenzione del pubblico. Un esempio di cattivo servizio è quello fatto da Canale 5, mentre, all’opposto, i militari che effettuano le previsioni del tempo su RAI1 sono molto precisi e professionali. La lezione è poi terminata con l’illustrazione di mezzi di misurazione che non richiedono la corrente elettrica in modo da poter funzionare anche in situazioni problematiche. Dopo questa interessante lezione, d’ora in avanti, quando guarderemo il cielo, lo faremo ricordando che ci sono persone preparate che le guardano pensando a noi ed a proteggerci.

 

 

 

 

 

 

 


ISIS Calamatta elearning







 





 




 

Dienneti.it

 

 

 

 

Statistiche

Oggi 786

Ieri 1170

Settimana 5733

Mese 14350

Da sempre 900549

Currently are 53 guests and no members online