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Ricordo di Riccardo

Creato: 09 Settembre 2014 Pubblicato: 09 Settembre 2014

Ricorderemo il 2014 come un anno triste, proprio come la sua estate priva di sole.

IL prof. Andriani con il quale hai percorso i cinque anni di scuola ha scritto queste righe affinchè il CALAMATTA non dimentichi mai……
Ricorderò di avere perso prima un fratello più grande, forte e protettivo, poi un amico silenzioso e fedele, infine un adorato figlio. “Non è possibile, non è possibile, non è possibile!” sempre le stesse parole che rimbombano nella testa, perché non fai in tempo a riprenderti da un dolore forte che il successivo ti investe, ti annienta…..

Caro, carissimo Riccardo, abbiamo passato insieme cinque anni della nostra vita dentro le mura di questa scuola, cinque anni tribolati ma fantastici, perché dal bambino che eri, sei diventato un ragazzo forte. Da subito, dai primi giorni dietro i banchi di scuola mostravi una determinazione ed una resistenza non comuni, proprie di chi è subito maturo, ha subito degli obiettivi. Con i tuoi genitori, non erano mai frasi di circostanza, “Professore, ce la fa?”, “Sono sicuro Signora Agresti, ce la fa, ce la fa!”. Bisognava darti magari un minuto in più, saresti riuscito in tutto. L’esame del Diploma lo hai superato con l’abbrivio, con una tesina sperimentale, un argomento spinoso che nessuno aveva mai affrontato, dandoci solo la conferma di quello che potevi fare, quello che la tua motivazione poteva produrre. Ma l’ostacolo più duro, per l’ottusità di un Ufficiale che nulla aveva di umano, l’hai superato dopo il Diploma, a bordo delle navi, durante il periodo di imbarco. La domanda era sempre la stessa, con un po’ di tristezza, “Professore, vuole venire via, forse non ce la fa!” e la risposta era sempre la stessa “Ce la fa! Ce la fa!”. Ovviamente sei stato più forte delle circostanze e delle persone cattive e ce l’hai fatta. Poi è arrivato il lavoro duro che adoravi, giusto premio per tanti sacrifici, sempre presente, forte e resistente, perché “secco”, “magro”, non significa “debole”.
Lo sguardo penetrante e un sorriso disarmante ti facevano voler bene da tutti, era difficile non abbracciarti ogni volta che ci incontravamo. Eravamo tutti fieri di te, ti chiamavamo “uno dei migliori”, così giovane e così avanti, rispetto al mondo che ti circondava.
Sarà durissima trasformare il dolore in un dolce ricordo, perché non è giusto che un genitore sopravviva al proprio figlio, e anche perché non è giusto che un professore sopravviva al proprio alunno.
Siamo certi della tua protezione, sicuri che ti stai destreggiando con la moto per le vie del cielo, guardando ciascuno di noi quaggiù, perché continuerai a volerci bene!
Noi saremo vicinissimi ai tuoi genitori e tratteremo Matteo da uomo, perché la perdita di un fratello lo trasformerà in uomo. Lo aiuteremo a raggiungere i suoi obiettivi, qualsiasi essi siano!
Grazie di tutto Riccardo, grazie dell’esempio che sei stato e grazie dell’amore che hai trasmesso a piene mani intorno a te!
Grazie!!

 

 

 

 

 

 

 


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